WASHINGTON - Il razzo Vikram-1 di Skyroot Aerospace è decollato con successo il 18 luglio nel suo volo inaugurale, diventando il primo razzo commerciale indiano a raggiungere l'orbita. Il lancio è avvenuto alle 2:35 ora orientale dal Satish Dhawan Space Centre, dopo un ritardo di 35 minuti causato da un problema tecnico scoperto a T-5 minuti - perché niente dice "fiducia" come riparare un problema dell'ultimo minuto al buio.

I tre stadi a combustibile solido hanno funzionato perfettamente, dispiegando uno stadio a propellente liquido che ha bruciato per circa sei minuti. Lo stadio superiore ha raggiunto l'orbita terrestre bassa pianificata di 450 chilometri 15 minuti dopo il decollo. La missione, denominata Missione Aagaman (sanscrito per "arrivo"), trasportava due cubesat - uno di Skyroot e un altro della startup indiana Grahaa Space - oltre a carichi utili ospitati da Dcubed e Cosmoserve Space, e oggetti vari tra cui cartoline firmate dal Primo Ministro indiano Narendra Modi. Niente dice esplorazione spaziale come cartoline firmate da celebrità.

Il co-fondatore e CEO di Skyroot, Pawan Kumar Chandana, ha ammesso che l'azienda era cautamente ottimista, dato il curriculum dei fallimenti al primo volo. "Abbiamo fatto tutto ciò che poteva essere fatto per testare Vikram-1 a terra," ha detto prima del lancio. Dopo aver raggiunto l'orbita, era euforico: "Assolutamente senza parole." Lo ha definito un momento storico per Skyroot, l'India e il settore spaziale globale, aggiungendo: "Al primo tentativo raggiungere l'orbita, non avrei mai pensato fosse possibile."

Vikram-1 può posizionare fino a 350 chilogrammi in orbita terrestre bassa, con una versione aggiornata, Vikram-1U, che aumenta a 550 chilogrammi. L'azienda prevede fino a due ulteriori lanci di Vikram-1 quest'anno e ha raccolto 60 milioni di dollari a maggio per scalare la produzione e sviluppare il più grande Vikram-2. Il successo segna una pietra miliare per l'industria spaziale commerciale indiana, sostenuta dalle riforme governative e dal supporto di ISRO e IN-SPACe. Chandana ha concluso: "L'India è orgogliosa di essere l'ecosistema tecnologico spaziale in più rapida crescita al mondo... Sembra ancora un sogno."