Jane Schoenbrun, la regista che ha costruito una carriera sull'esaminare come la cultura pop ci consuma, torna con un film che è leggermente meno angosciante su questo. Il suo primo lungometraggio, il low-budget *We're All Going to the World's Fair*, esplorava il fascino delle creepypasta online e dei strani rabbit hole di YouTube per adolescenti sconfortati. Il secondo, *I Saw the TV Glow*, esplorava le conseguenze psicologiche di due adolescenti isolati ossessionati da una serie televisiva di culto. Ora, con *Teenage Sex and Death at Camp Miasma*, Schoenbrun affronta la nostalgia con un occhiolino: Kris (Hannah Einbinder), una regista queer, ha il compito di rilanciare un franchise slasher cruento di un tempo chiamato Camp Miasma. Mentre si immerge, il passato e il presente cinico si fondono in una diluizione ipnotica degli interessi e delle paure di Schoenbrun riguardo all'identità e al sé attraverso il prisma dei mass media.

I film precedenti di Schoenbrun erano affari intensamente malinconici, ma *Camp Miasma* sta chiaramente divertendosi un po' di più con gli stessi temi. Prende in giro l'impulso di Hollywood verso la rampant intellectualizzazione - e corporatizzazione - del cibo spazzatura cinematografico dei decenni passati. Kris, che ha un piccolo successo a Sundance alle spalle, cerca di creare una versione "woke" e alla moda di *Camp Miasma* senza alienare la sua duratura base di fan. Un montaggio iniziale affascinante e stilizzato stabilisce il franchise come simile a molti classici di culto VHS degli anni '80, mescolando vistosamente sangue, nudità e un'inquietante atmosfera da falò. I molti sequel del film hanno reso sempre meno, e la serie alla fine è scesa a concetti stravaganti alla *Friday the 13th* - il mostro principale, Little Death, che porta una lancia e indossa una maschera a forma di presa d'aria cubica, viaggiò a Manhattan, poi nello spazio, e così via. Nel suo hotel, Kris guarda il film originale e prende appunti con entusiasmo; durante una scena di sesso scadente, scarabocchia DESIDERIO nel suo taccuino e lo sottolinea con forza.

Eppure Kris, nonostante la sua intenzione di adottare un approccio cerebrale, affronta il progetto anche con una sensibilità da adolescente. Qualsiasi nerd del cinema potrebbe riconoscere il suo comportamento: quando si ferma a una stazione di servizio durante un viaggio di lavoro, afferra manciate di caramelle e poi gira pigramente tra gli scaffali dei DVD economici, chiamando eccitata un'amica quando trova un'installazione spazzatura di *Camp Miasma* in vendita. L'opportunità di visitare il campeggio ora abbandonato dove è stato girato il primo episodio è sia utile per lei come regista che deliziosa per lei come fan.

Il film si svolge principalmente lì, e Kris trascorre un bizzarro weekend con Billy Presley (Gillian Anderson), un'attrice reclusa che ha recitato nel *Camp Miasma* originale ma ha rifiutato di partecipare a qualsiasi seguito. Billy, tuttavia, ora vive nel campeggio con l'obiettivo di sottoporsi a quella che sembra essere una peculiare forma di terapia espositiva. Anderson, essa stessa una leggenda imponente del cinema e della televisione di genere, è una figura imperiosamente divertente e sexy con cui il personaggio nervoso e sfigato di Einbinder può interagire. Billy sembra sia attratta che stanca di Kris, che professa la sua difficoltà a portare un occhio accademico nel mondo di *Camp Miasma*. Billy le ricorda che il fascino iniziale del franchise era semplice: l'attrazione era "carne e fluidi".

Mentre Kris trascorre più tempo con Billy, *Teenage Sex and Death at Camp Miasma* si trasforma da satira dell'industria in una riflessione onirica su come ciò che guardiamo può plasmarci, non importa quanto dozzinale. Schoenbrun rende i terreni desolati con bellissimi sfondi dipinti a mano; mentre Kris e Billy guardano il vecchio film, le immagini sgranate e la colonna sonora synth si dissolvono nel sangue e nella carneficina CGI contemporanei. Sia le immagini retrò che quelle attuali sembrano surreali; anche se Kris può identificare i tropi ovvi in *Camp Miasma*, non riesce ad affrontare il potere che i copioni familiari hanno su di lei. E in una svolta fantastica, Little Death trova in qualche modo la sua via d'uscita dai film di *Camp Miasma*, emergendo dal lago del luogo.

Ma questa non è una storia di cinema che prende vita e invade il mondo reale banale;