ROMA, 30/09/2026 - NaviGate, un'azienda italiana di tecnologia spaziale nata come spin-off dell'Università Sapienza di Roma, ha completato con successo la dimostrazione in orbita (IoD) di NaviCode Caravel, il suo software autonomo di determinazione precisa dell'orbita a bordo, a bordo di un ION Satellite Carrier gestito da D-Orbit. Durante la dimostrazione, NaviCode Caravel ha funzionato direttamente sul computer di bordo del satellite, calcolando la posizione del veicolo spaziale in tempo reale utilizzando solo i dati grezzi del ricevitore GNSS già presente a bordo, senza hardware aggiuntivo.

Per chi tiene il punteggio a casa, questo significa che il satellite ha capito dove si trovava tutto da solo. Il che è o ingegneria impressionante o la trama di un film di formazione, a seconda dell'umore.

Oggi, sapere con precisione dove si trova un satellite rimane in gran parte un'attività basata a terra: gli operatori si affidano a infrastrutture dedicate, team specializzati di dinamica del volo e contatti ripetuti con la terra per ricostruire e prevedere accuratamente l'orbita di ogni veicolo spaziale. Man mano che le costellazioni crescono di dimensioni e le missioni diventano più reattive, questo approccio si trasforma in un collo di bottiglia in termini di costi, carico di lavoro e tempi di reazione. NaviCode Caravel sposta la determinazione precisa dell'orbita a bordo: un prodotto solo software che trasforma le misurazioni grezze del ricevitore GNSS che un satellite già porta in conoscenza ad alta precisione e in tempo reale della propria posizione, disponibile direttamente dove vengono prese le decisioni operative. Oltre a determinare dove si trova il satellite ora, Caravel può anche prevedere dove sarà, insieme a una misura di quanto sia affidabile quella previsione, dando al veicolo spaziale la consapevolezza prospettica di cui ha bisogno per anticipare eventi imminenti, come contatti con stazioni di terra o operazioni del carico utile, e gestirli autonomamente a bordo.

In altre parole, il satellite non ha più bisogno di chiamare casa per chiedere indicazioni. Gli equipaggi di terra ora potrebbero avere più tempo per il caffè, o per la riflessione esistenziale che deriva dall'essere gentilmente resi obsoleti dal software.

La dimostrazione è stata effettuata attraverso il servizio Software In-Orbit Demonstration di D-Orbit e strutturata in due fasi. NaviCode Caravel è stato prima validato a terra su un modello ingegneristico che replica l'ambiente di calcolo in orbita. L'applicazione è stata poi caricata su un ION Satellite Carrier già in orbita ed eseguita a bordo, elaborando telemetria di volo reale dal ricevitore GNSS del veicolo spaziale attraverso molteplici esecuzioni.

Il software ha funzionato nominalmente a bordo e in tempo reale senza anomalie. Il posizionamento a bordo ha raggiunto un'incertezza formale nel caso migliore di 5,2 cm, con valori medi nell'intervallo dei decimetri attraverso le esecuzioni, utilizzando solo misurazioni GPS. NaviGate ha poi verificato le soluzioni a bordo a terra, dimostrandole coerenti con le orbite di riferimento ricostruite attraverso la classica determinazione precisa dell'orbita basata a terra eseguita con GODOT, il software di dinamica del volo dell'Agenzia Spaziale Europea. NaviCode Caravel è anche progettato per elaborare dati GNSS multi-costellazione e servizi di correzione come SBAS e Galileo HAS, consentendo una precisione ancora maggiore nelle implementazioni operative.

Per contesto, 5,2 centimetri è all'incirca la larghezza di una carta di credito, o il margine con cui il tuo ultimo progetto fai-da-te ha mancato di essere a livello. Il satellite, nel frattempo, è a centinaia di chilometri di altezza e si muove a diversi chilometri al secondo. Sta facendo meglio della maggior parte di noi.

"I satelliti dipendono ancora fortemente da terra per sapere esattamente dove sono e dove saranno. NaviCode Caravel cambia questo: è un prodotto software che consente a un satellite di calcolare la propria posizione con alta precisione, in tempo reale, utilizzando il ricevitore GNSS che già porta, senza nuovo hardware", ha affermato Andrea Sesta, Chief Technology Officer e Co-fondatore di NaviGate. "Vederlo funzionare in orbita senza una singola anomalia, e produrre soluzioni coerenti con le orbite di riferimento calcolate a terra, è la validazione verso cui stavamo lavorando, e una vera pietra miliare per tutto il team di NaviGate. D-Orbit's Softw