Le montagne, a quanto pare, non sono sempre un luogo di serena contemplazione. Giovedì, una valanga sul Broad Peak in Pakistan, la dodicesima montagna più alta del mondo con i suoi 8.047 metri (26.400 piedi), ha innescato una ricerca per una spedizione di 10 persone guidata dal rinomato alpinista nato in Nepal Nirmal Purja. L'Alpine Club del Pakistan inizialmente ha riferito di quattro corpi localizzati, poi ha chiarito - con la precisione di un gruppo che ha appena avuto una giornata molto stressante - che in realtà avevano trovato due corpi e una parte del corpo. I defunti sono stati identificati come Nadhira Ahmed Abdullah Al Harthy dall'Oman e Pur Bahadur Gurung dal Nepal.
Nel frattempo, altri sette alpinisti sono stati avvistati da droni aerei, anche se le loro condizioni rimangono un mistero fino a quando le operazioni di salvataggio non riprenderanno sabato - tempo permettendo, perché la ricerca è stata sospesa durante la notte a causa delle cattive condizioni. La posizione dell'ultimo alpinista è sconosciuta, e il tracker GPS appartenente a un membro disperso è stato trovato distrutto, portando i soccorritori a sospettare che il movimento che avevano visto in precedenza fosse solo un glitch. Perché ovviamente lo era.
L'Alpine Club del Pakistan ha detto alla BBC che tre tracker, incluso quello di Purja, avevano mostrato movimento, ma un elicottero non poteva vedere nulla in quei punti. Successivamente, un tracker è stato trovato rotto, il che spiegava i segnali fantasma. La ricerca riprenderà all'alba, ma Naila Kiani, responsabile delle comunicazioni del club, ha notato che dopo più di 24 ore in tali condizioni, le possibilità di sopravvivenza sono 'molto scarse' - anche se ha aggiunto, con l'ottimismo di chi conosce l'alpinismo, che 'i miracoli accadono'.
Purja, ex soldato dell'esercito britannico e membro dello Special Boat Service, è famoso per aver scalato tutte le 14 vette del mondo oltre gli 8.000 metri in poco più di sei mesi nel 2019. La sua squadra di spedizione include alcuni nomi notevoli: l'americana Mallory Geis, che aveva appena comprato nuovi scarponi per la sua 'prima grande spedizione di arrampicata da adulta in Pakistan'; il pakistano Sohail Sakhi, il cui tracker è stato trovato distrutto e che non è stato ancora avvistato; Pur Bahadur Gurung (noto anche come Yukta), una guida alpina certificata vicina a completare la sfida delle 14 vette; e Kili Pemba Sherpa, che ha raggiunto la vetta dell'Everest 15 volte e ha fatto parte della storica spedizione invernale sul K2 nel 2021, oltre ad aver guidato il doppio amputato Xia Boyu alla vetta dell'Everest nel 2018.
Il Broad Peak, scalato per la prima volta nel 1957 da una spedizione austriaca, è considerato una delle montagne più impegnative e ha causato decine di vittime nel corso degli anni. Il suo anno più mortale è stato il 2013, quando si sono verificati almeno sei decessi. L'esercito pakistano ha inviato due elicotteri di soccorso con personale e attrezzature, e l'Alpine Club ha espresso solidarietà alle famiglie e alla comunità alpinistica internazionale. Il club ha anche chiarito che una precedente dichiarazione su quattro corpi era un errore di comunicazione - perché in una crisi, la chiarezza è un lusso.
Quanto a Purja, non è nuovo a sfide estreme: si è arruolato nell'esercito britannico nel 2003 e nello Special Boat Service nel 2009, e la sua prima vetta è stata il Lobuche East (6.119 m) nel 2012, che ha scalato invece di tornare a Kathmandu. Ora, il mondo attende per vedere se lui e la sua squadra riusciranno a battere le probabilità sul Broad Peak. Come ha detto Kiani, i miracoli accadono - ma non sono garantiti.