Papa Leo diagnosticato con cancro ai polmoni, perché anche i papi non possono avere un attimo di tregua
Papa Leo, 71 anni, ha il cancro ai polmoni e si è sottoposto all'asportazione di parte del polmone destro. Il Vaticano dice che l'intervento è riuscito, che è la migliore interpretazione possibile di una settimana terribile.
Papa Leo ha il cancro ai polmoni, ha annunciato il Vaticano in tarda serata martedì, perché a quanto pare l'intervento divino non copre l'oncologia. Il settantunenne è stato sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere il lobo inferiore del polmone destro, e gli esami hanno confermato una diagnosi di adenocarcinoma polmonare. Il bollettino medico del Vaticano è seguito a una dichiarazione precedente secondo cui l'operazione si era conclusa "con successo, nei tempi previsti e come pianificato" - che è l'equivalente chirurgico di dire "non abbiamo lasciato accidentalmente un bisturi dentro".
Il Vaticano ha aggiunto che la diagnosi era stata sospettata dagli esami preoperatori e confermata durante l'intervento, un processo che suona come una versione medica di "lo sapremo quando lo vedremo". Leo è rimasto in sala operatoria per circa tre ore, con l'operazione vera e propria durata approssimativamente 90 minuti. I restanti 90 minuti? Presumibilmente burocrazia.
In un raro momento di trasparenza vaticana - una frase che di solito precede qualcosa di selvaggiamente inaspettato - Leo ha detto durante la sua preghiera dell'angelus domenica che i medici avevano trovato un piccolo nodulo sul suo polmone durante un controllo. L'ha descritto come "ben contenuto" e individuato precocemente, che è l'equivalente medico di dire che l'incendio è piccolo e per lo più nel camino.
"I medici ritengono che sarebbe giusto intervenire e così, seguendo il loro consiglio, ho deciso di sottopormi all'operazione per rimuoverlo", ha detto alla folla radunata in Piazza San Pietro. La folla, senza dubbio, ha annuito approvando e poi ha immediatamente cercato su Google "tasso di sopravvivenza adenocarcinoma polmonare".
Leo, che a maggio dell'anno scorso è diventato il primo leader nato negli Stati Uniti della Chiesa cattolica romana - perché a quanto pare il Vaticano voleva scuotere le cose con un chicagoano - è in cura all'ospedale Gemelli di Roma, dove una grande folla ha salutato il suo arrivo martedì mattina. Il Vaticano ha detto che Leo è "ora tornato nella sua stanza" dopo l'operazione, il che è un sollievo perché l'alternativa sarebbe stata un bollettino medico molto più strano.
Tutti i suoi appuntamenti sono stati cancellati fino al 20 ottobre, che è l'equivalente ecclesiastico di appendere un cartello "Andato a pescare". Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha detto di aver visto Leo lunedì sera. "Abbiamo parlato con grande serenità", ha detto Parolin a Rai News. "È davvero un grande esempio. L'annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno, nessuno se lo aspettava. Grazie a Dio è stato individuato immediatamente, così l'operazione ha potuto avere luogo subito. Normalmente, quando queste cose vengono colte in tempo, possono essere risolte." Parolin, saggiamente, non ha aggiunto "ma non prendiamoci l'abitudine".
Leo alloggia nell'ala privata per pazienti al decimo piano ma non nella suite papale, che è in ristrutturazione - perché nulla dice "in ripresa dopo un intervento ai polmoni" come essere sfrattati dalla decorazione d'interni. Il papa nato a Chicago, che ama lo sport, specialmente giocare a tennis, è generalmente ritenuto in buona salute. Spesso utilizza la residenza papale di Castel Gandolfo, vicino a Roma, dove presumibilmente si esercita nel rovescio.
Leo si è recato in Francia per una visita papale a settembre ed è programmato per andare in Sud America a novembre per un viaggio di 12 giorni che copre 10 città. Quell'itinerario è ora nella colonna "vedremo", insieme alla maggior parte del 2025.
L'udienza papale settimanale di mercoledì sarà guidata da Luis Antonio Tagle, un cardinale delle Filippine che la scorsa settimana è stato eletto decano del collegio cardinalizio - l'autorità che presiede i conclavi papali. Tagle, senza dubbio, è entusiasta di essere il supplente.
Il Gemelli, situato nel nord-ovest della capitale italiana, è rinomato per curare i papi regnanti. Papa Giovanni Paolo II vi ha soggiornato così tante volte che il Vaticano ha collaborato con l'ospedale per istituire la suite papale ad alta sicurezza. Il predecessore di Leo, Francesco, ha trascorso più di cinque settimane in ospedale, in cura per bronchite, che si è sviluppata in polmonite bilaterale. È morto a casa a Casa Santa Marta in Città del Vaticano il 21 aprile 2025, poco meno di un mese dopo essere stato dimesso. Il Vaticano, esso
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