La stagione autunnale dell'English Touring Opera ha un tema mitologico, il che, in pratica, significa opere su donne lasciate indietro. In tournée insieme all'Orfeo ed Euridice di Gluck c'è un compatto doppio cartellone all'Hackney Empire di Londra, che accoppia Didone ed Enea di Purcell con Arianna di Elena Langer – una scena di 20 minuti per soprano su parole di Glyn Maxwell, presentata in prima assoluta dall'Almeida Opera nel 2002.

La mini-opera di Langer è essenzialmente un monologo, cantato qui in modo persuasivo da Jessica Cale, il suo potente soprano brillante come un diamante. La produzione di Anna Morrissey, però, ha sei persone sul palco: l'abbandono sembra qualcosa di attivo oltre che passivo. Inizia con Teseo che se ne va, districandosi sia dall'Arianna addormentata sia dal filo rosso che li unisce, srotolandosi da un mucchio sul pavimento – come se fosse tornato dal labirinto la notte prima. Quando Arianna si sveglia, lui è ancora lì, che cammina nell'ombra o girando il suo letto sulla piattaforma rotante.

Nel frattempo, Rebecca Meltzer crea una avvincente messa in scena da cortile scolastico di Didone ed Enea di Purcell, evocando un mondo mitologico sorprendentemente diverso. Perché niente dice 'tragedia antica' come una dinamica di potere nel cortile della scuola.