Il popolo Wabanaki ha a lungo spiegato la frastagliata costa del Maine con racconti di Glooscap, una figura magica che scese lungo la Baia di Fundy in una canoa di pietra, scolpendo caratteristiche costiere e azzuffandosi con castori giganti, rane e balene. Ma per i meno inclini al mito, i geologi costieri offrono una narrazione concorrente che coinvolge ghiacciai, rocce e un sacco di sedimenti.

Il Maine meridionale sfoggia spiagge sabbiose e vaste paludi salmastre, grazie a ampi depositi di sabbia provenienti da fiumi come il Saco, che trasportavano materiale delle White Mountains fino alla costa. Onde e maree hanno poi scolpito questi sedimenti morbidi nelle baie a forma di arco visibili intorno a Saco Bay. A est di Portland, tuttavia, il substrato roccioso metamorfico prende il sopravvento, con creste e valli erose dai ghiacciai durante l'ultima era glaciale e successivamente allagate mentre la calotta glaciale Laurentide si scioglieva. Il risultato: una costa frastagliata e fortemente indentata punteggiata da isole strette, che il geologo Nicholas Whiteman attribuisce alle "pieghe torturate di antichi paesaggi" che creano una "netta preferenza direzionale per l'erosione".

Questi contrasti costieri non sono solo un piacere per gli occhi geologici: modellano l'economia del Maine. I turisti affollano le sabbiose Saco e Kennebunkport, mentre le iconiche pescherie di aragoste dello stato prosperano negli insenature fredde e rocciose del Midcoast Maine, rendendo Harpswell un leader negli sbarchi di aragoste. Anche gli allevamenti di ostriche si concentrano in estuari riparati come Casco Bay e l'estuario del Damariscotta, dove le acque offrono una gamma di temperature e salinità che producono ostriche con un distinto "merroir". Il ricercatore Tom Kiffney dell'Università del Maine sta usando dati satellitari Landsat per prevedere i tassi di crescita delle ostriche e individuare le posizioni migliori per nuovi allevamenti, presumibilmente senza alcun aiuto da Glooscap.