Nell'ultimo episodio di "Cose che non dovrebbero più accadere nel 2024", l'India ha ancora una volta risposto alla violenza sessuale rendendo la vita più difficile alle donne. Nel frattempo, gli attivisti suggeriscono educatamente che forse - e sottolineiamo forse - la soluzione non è controllare le donne ma affrontare il comportamento degli uomini. Radicale, lo sappiamo.

In un articolo sul Guardian, un'autrice indiana descrive una vita che oscilla tra ansia e rabbia. L'ansia è la matematica mentale: cosa indosso, dove vado, come ci arrivo, e tutto questo fermerà un predatore? La rabbia è per l'assurdità della situazione - e per il fiume quotidiano di storie di violenza sessuale. Non sorprende che non sia sola.

La scorsa settimana, due incidenti hanno catturato l'attenzione nazionale. Primo, un video virale ha mostrato un gruppo di uomini accusati di aver molestato e aggredito due adolescenti di notte a Jamui, nel Bihar. Poi, una ragazza di 17 anni uscita con un'amica a Delhi sarebbe stata stuprata di gruppo in un parco da uomini che si spacciavano per poliziotti. Perché nulla dice "proteggere e servire" come impersonare le forze dell'ordine per commettere atrocità.

In seguito, donne nel Bihar hanno detto a Outlook che l'incidente di Jamui ha portato a maggiori controlli e pressioni su di loro - perché chiaramente il problema sono le donne che esistono in pubblico. A Delhi, le autorità hanno limitato l'accesso ai parchi pubblici, e il Lady Shri Ram College (LSR) ha temporaneamente spostato le lezioni online. Nulla dice "prendiamo la cosa sul serio" come punire le donne per i crimini degli uomini.

Gli attivisti chiedono un cambiamento: dal controllare le donne all'affrontare il comportamento degli uomini. È un concetto nuovo: invece di dire alle donne di restare a casa, dire agli uomini di non stuprare. Ma certo, continuiamo a chiudere i parchi.