La vera storia della pugile britannico-somala Ramla Ali arriva sul grande schermo con 'In the Shadows', un film che dimostra che non si hanno mai troppi pugni al rallentatore accompagnati da musica ispirazionale. Diretto dal veterano del documentario Anthony Wonke al suo debutto narrativo, e scritto da Ursula Rani Sarma, il film ripercorre il viaggio di Ali da rifugiata della guerra civile a protagonista della storia olimpica.

Ali, fuggita dalla guerra civile somala con la famiglia e stabilitasi nel Regno Unito, è diventata la prima persona a combattere per la Somalia ai Giochi Olimpici nel 2021. Il film, tuttavia, non indugia sull'ovvio simbolismo del suo cognome - un dettaglio che potreste cogliere solo se state attenti alla scritta 'fight card' prima del suo primo incontro. Ma ehi, la sottigliezza è per i perdenti, no?

Jasmine Jobson, nota per 'Top Boy', porta un'energia feroce al ruolo di Ali, mentre Finn Cole interpreta il marito Richard, un bianco convertito all'Islam che la sostiene, figura chiave nell'aiutarla a sfidare la famiglia contraria. Gershwyn Eustache Jr. completa il cast nei panni di Clinton, il suo allenatore violento. Il film tocca tutti i classici cliché del cinema pugilistico: la prima apparizione nervosa in palestra, l'allenatore-padre padroneggiante, il combattimento d'esordio da infarto. E sì, c'è l'obbligatorio primo piano delle nocche doloranti immerse nel secchio del ghiaccio - perché niente dice 'film di boxe' come le dita congelate.

Tutto sommato, 'In the Shadows' mette a segno i suoi pugni in modo più efficace di 'Giant', il recente biopic del pugile britannico-yemenita Prince Naseem, che qui riceve un breve omaggio. Quindi, se siete in vena di una storia di underdog prevedibile ma ben eseguita, questa è un knockout - o almeno una solida vittoria ai punti.