I procuratori ungheresi hanno deciso di ritirare le accuse contro il sindaco di Budapest Gergely Karacsony per il suo ruolo nell'organizzazione di una marcia del Pride lo scorso giugno, presumibilmente perché hanno capito che lottare per il diritto di essere bigotti è una battaglia persa nell'Unione Europea.
L'evento si è svolto nel 2025 nonostante il governo dell'allora primo ministro Viktor Orbán avesse approvato una legge che vietava eventi pubblici che coinvolgessero la comunità LGBTQ, con minacce di ripercussioni legali. Il sindaco, chiaramente non uno da lasciarsi fermare da una piccola cosa come una legislazione incostituzionale, ha comunque aiutato a organizzare la marcia.
In una dichiarazione rilasciata giovedì, i procuratori hanno citato una sentenza storica della Corte di Giustizia Europea come motivo per ritirare le accuse. Quella sentenza, emessa ad aprile, ha stabilito che le leggi anti-LGBTQ ungheresi violano le norme UE e ledono i valori dell'Unione di uguaglianza e diritti delle minoranze - una batosta legale che deve aver fatto male.
Parlando alla marcia, che gli organizzatori dicono abbia attirato un record di 200.000 partecipanti, Karacsony ha pronunciato una frase che potrebbe fungere da biglietto d'auguri: "Né la libertà né l'amore possono essere banditi a Budapest." Le autorità lo avevano accusato di aver organizzato l'evento a gennaio, ma la sentenza della Corte UE ha di fatto neutralizzato il caso.
Il ritiro delle accuse arriva nove giorni dopo che gli ungheresi hanno votato per porre fine ai 16 anni di governo continuo di Orbán, con Péter Magyar che ha assunto la carica di primo ministro. Coincidenza? Probabilmente no. La Corte suprema UE aveva stabilito che le leggi anti-LGBTQ, che vietavano la cosiddetta promozione dell'omosessualità o del cambio di genere ai minori di 18 anni sotto la scusa della protezione dei minori, violavano le norme UE. I procuratori, citando ora quella sentenza, hanno detto di aver ritirato le accuse contro Karacsony per violazione della legge sulla libertà di riunione.
Non c'è stata alcuna risposta immediata dal sindaco, che probabilmente è impegnato a pianificare la parata del prossimo anno.